La femmina del melanoceto è un classico predatore “nascondi-addesca. Ha una larga bocca e denti enormi se paragonati al suo minuto corpo. Invece di muoversi a cercare la preda, esse hanno un esca luminosa che serve per attrarli. Possono fare fronte a prede molto grosse grazie alla loro mandibola estremamente espandibile, posseggono inoltre uno stomaco elastico così da riuscire a mangiare ogni tipo di animale. Ma la loro caratteristica più sensazionale resta l’esca bioluminescente.
Il Phyllorhichthys micractis (Oneiroidi) possiede un esca che corre a mo’ di appendice e una lunga canna con una lente all’estremità. Hanno un bulbo come organo di luce che contiene una ghiandola con una batteria luminosa.
Le esce della femmina del melanoceto (il maschio non ha organi luminosi) è molto più elaborata di quella delle specie ad acqua bassa e la luminescenza della loro esca serve per attrarre la preda nell’oscurità. Le esce sono pinne dorsali modificati e contengono una batteria luminosa che produce una luce bluastra-verdastra. La luce e il movimento dell’esca attrae le prede che così vengono indirizzate verso le bocce dei nostri furbi pesci. Il melanoceto Cryptosaras può far scorrere la parte dell’asta usandola a mo di canna da pesca per far abboccare le prede e farle finire dentro la sua bocca. Può ruotare l’esca e produrre un flash che funge da abbagliante. Tutto questo è dovuto agli enzimi e alla contrazione del cromatofosforo (si veda al riguardo l’articolo sulla batteria luminosa marina).
L’esca del melanoceto è estremamente elaborata, con filamenti sensori, papille, canne luccicanti e otturatore. Può essere che specie differenti imitino differenti tipi di piccole prede come gamberetti per attrarre prede più grandi. Un tipo di pesce dei Caulophryne ha un esca ornamentata da una serie di filamenti non luminosi. Un altro, Linophryne, non ha un esca luminosa sulla testa ma ha invece una barba filiforme nella parte bassa del grugno. I filamenti della barba contengono molti organi bioluminescenti.



I Linophrynidae hanno esca e barba. Il nome latino significa “fungo che pesca con una rete”. Nella figura potete vedere un Linophryne algibarbata e un Linophryne arborifera
Altri loffiformi hanno la loro esca posizionata dentro la bocca, come il wolftrapangler Thaumatichthys axeli. Si tratta di un predatore“siedi e aspetta” con un esca bioluminescente che pende dal palato della sua sporgente bocca, orlata da denti mandibolari uncinati.


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